Come burnout e trauma vicario possono influenzare il benessere degli operatori e la tenuta del sistema dei soccorsi.

Soccorritori durante un intervento

Lo stress nei soccorritori rappresenta una risposta fisiologica alle richieste emotive e operative tipiche delle emergenze. Quando l’esposizione agli eventi critici diventa prolungata e le risorse di recupero risultano insufficienti, questa risposta può evolvere in condizioni di maggiore vulnerabilità psicologica, come burnout, trauma vicario e stress traumatico secondario.

La tutela della salute mentale degli operatori non costituisce soltanto un obiettivo di benessere individuale, ma rappresenta una componente essenziale della qualità, della sicurezza e della continuità dei sistemi di risposta alle emergenze.

Cosa dicono le linee guida internazionali

Le evidenze scientifiche mostrano che soccorritori, operatori sanitari e professionisti dell’aiuto presentano un rischio maggiore di sviluppare burnout, stress traumatico secondario e altre forme di disagio psicologico rispetto alla popolazione generale.

Le principali organizzazioni internazionali riconoscono che la tutela della salute mentale degli operatori rappresenta un elemento essenziale della preparedness e della resilienza dei sistemi di risposta alle emergenze. Le revisioni della letteratura evidenziano inoltre come formazione, supervisione professionale, supporto tra pari e adeguate strategie organizzative contribuiscano a ridurre il rischio di sovraccarico psicologico e a mantenere nel tempo la capacità operativa delle organizzazioni.

Burnout: un rischio occupazionale anche per i volontari

Il burnout è una sindrome associata allo stress cronico lavorativo non gestito efficacemente. L’Organizzazione Mondiale della Sanità lo definisce come un fenomeno occupazionale caratterizzato da esaurimento emotivo, progressivo distacco mentale dal lavoro e ridotta efficacia professionale.

Nei contesti emergenziali il burnout può manifestarsi con stanchezza persistente, irritabilità, perdita di motivazione, difficoltà di concentrazione e progressivo distacco emotivo dalle attività di soccorso. Include quindi non solo i professionisti, come Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine e personale sanitario, ma anche i volontari. Il riconoscimento precoce di questi segnali permette di attivare interventi di prevenzione prima che il disagio comprometta il benessere dell’operatore e la qualità dell’intervento.

Oltre il burnout: trauma vicario e stress traumatico secondario

Sebbene correlati, burnout, trauma vicario e stress traumatico secondario descrivono fenomeni differenti e non devono essere considerati sinonimi. Lo stress traumatico secondario può svilupparsi in seguito all’esposizione continuativa alla sofferenza delle persone assistite e manifestarsi con reazioni emotive e psicologiche simili a quelle delle persone direttamente esposte al trauma. Il trauma vicario riguarda invece modificazioni più profonde del modo di percepire sé stessi, gli altri e il mondo conseguenti al contatto ripetuto con esperienze traumatiche.

Entrambe le condizioni possono influenzare il benessere dell’operatore e la qualità dell’attività di soccorso, rendendo fondamentale il riconoscimento precoce dei segnali di disagio e l’adozione di adeguate strategie di prevenzione.

Chi soccorre il soccorritore?

La prevenzione dei rischi psicologici non può essere affidata esclusivamente alle risorse individuali degli operatori. Il benessere psicologico dipende anche da fattori organizzativi, quali una formazione adeguata, la supervisione professionale, il supporto tra pari, una leadership competente e la possibilità di usufruire di tempi di recupero compatibili con l’intensità dell’attività svolta. Serve inoltre un supporto professionale prima, durante e dopo con psicologi formati specificatamente nel lavoro con operatori.

Psicologo SIPEM e Soccorritori durante una esercitazione

Investire nella salute psicologica dei soccorritori significa migliorare la qualità degli interventi, sostenere la resilienza delle organizzazioni e garantire una maggiore continuità operativa nelle situazioni di emergenza.

Conclusioni

La tutela della salute mentale dei soccorritori riguarda tanto il benessere individuale, quanto l’efficacia e la resilienza dell’intero sistema di risposta alle emergenze. Riconoscere e prevenire gli effetti dello stress significa proteggere le persone che prestano soccorso e garantire una risposta più sostenibile nel tempo: riduce il turnover- anche del volontario – e il rischio di infortuni e incidenti, mentre aumenta la coesione e l’efficacia tecnica del team.

SIPEM SoS Federazione e le sue associazioni regionali supportano enti, organizzazioni di volontariato, strutture sanitarie e componenti del sistema di Protezione Civile attraverso attività di formazione, prevenzione e promozione del benessere psicologico di singoli e gruppi. Inoltre, in seguito a eventi critici o calamitosi, può offrire interventi specialistici di supporto psicologico e psicosociale rivolti ai soccorritori, alle organizzazioni e alle comunità coinvolte.

Per maggiori informazioni o per progettare percorsi formativi e interventi dedicati, contatta SIPEM SoS Federazione.

Articolo scritto con il contributo del Comitato Tecnico Scientifico di SIPEM SoS Federazione

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