


La Società Italiana di Psicologia dell’Emergenza Social Support trae le sue origini dalle prime esperienze in contesti di crisi degli psicologi inviati dal CNOP – Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto dell’Umbria del 1997.
Tra loro, gli psicologi dell’Equipe dell’Unità Psicologica di Crisi al Policlinico Umberto I di Roma, guidata dalla dottoressa Maura Mauri ritornano alla Capitale con la consapevolezza di dover introdurre la psicologia dell’emergenza – una disciplina all’epoca poco conosciuta- nella Protezione Civile.
Il 18 maggio 1999, viene fondata la prima associazione in Italia di psicologi in protezione civile: SIPEM Onlus.
Questo primato storico ha portato SIPEM SoS ad essere sempre all’avanguardia nello sviluppo e nella crescita della psicologia dell’emergenza nel nostro paese e alla sua integrazione nei sistemi di risposta alle emergenze, dalla Protezione Civile alla Sanità, territoriale e d’urgenza.
La prima attivazione registrata è per la strage di Via Ventotene a Roma del 2001, quando una fuga di gas nella palazzina al civico 32 a Roma, causa la morte di otto persone e il ferimento di molte altre.

È stata tra i promotori, a un anno dalla fondazione, all’approvazione del DDL 4449/2000, che ha istituito il ruolo di psicologo delle situazioni di crisi, e nel 2006 ha contribuito alla stesura della direttiva del 13 giugno 2006 “Criteri di massima sugli interventi psico-sociali nelle catastrofi” che per la prima volta riconosce e organizza le attività di competenza degli psicologi in caso di emergenza costituendo le E.P.E. (Equipe Psicosociali di Emergenza).
Queste normative seguono alcuni degli eventi più tragici della storia italiana, che colpirono l’attenzione pubblica e delle istituzioni rispetto all’importanza del supporto psicologico alle vittime e in cui i volontari psicologi SIPEM si impegnarono lungamente come il terremoto del Molise nel 2002, conosciuto in particolare per il tragico crollo di una scuola elementare a San Giuliano di Puglia in cui persero la vita 27 bambini, e che causò più di 3000 sfollati.
SIPEM partecipa anche a una missione internazionale, nel 2004. Dopo lo tsunami nel Sud-est asiatico del 26 dicembre 2004, la SIPEM Onlus arriva in Sri Lanka sostenendo le comunità devastate.

Nel 2009 SIPEM Onlus raccoglie ormai decine di psicologi in tutta Italia e si riorganizza in Federazione; in diverse regioni vengono fondate organizzazioni di volontariato specifiche, integrate nei meccanismi di Protezione Civile regionale, che poi si riuniscono a livello nazionale in quella che è la denominazione attuale: Società Italiana di Psicologia dell’Emergenza Social Support Federazione, in breve SIPEM SoS.
Dagli interventi per i terremoti dell’Aquila del 2009 e dell’Emilia-Romagna nel 2012, che si svilupparono per diversi mesi con progetti di post-emergenza e in cui presero parte anche gli psicologi SIPEM, matura il concetto di P.A.S.S. (Posti di Assistenza Socio-Sanitaria) strutture per portare assistenza, ascolto e supporto quando le strutture sociosanitarie locali sono compromesse.
L’organizzazione in federazione permette a SIPEM SoS di essere sul fronte non solo delle emergenze nazionali, ma anche locali. Si ricorda ad esempio il naufragio Norman Atlantic (2014) il disastro ferroviario di Corato (2016) in Puglia. Il 2018 diversi eventi emergenziali scuotono l’Italia, e gli psicologi SIPEM rispondono con le proprie regioni muovendosi rapidamente a supporto delle famiglie e dei soccorritori: l’incidente ferroviario di Pioltello, il crollo del Ponte Morandi a Genova e la strage della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo.

Nel 2019, in occasione del ventennale della fondazione, la SIPEM SoS Federazione è entrata a far parte del Comitato Nazionale per il volontariato del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, inaugurando il suo primo campo scuola e avviando una nuova fase di sviluppo interno ed esterno, rafforzando la propria capacità di risposta a livello nazionale.
Gli scenari geopolitici degli anni successivi hanno visto la SIPEM SoS in prima fila nelle grandi emergenze dello stato italiano: dalla pandemia da COVID-19 che ha coinvolto più di 200 volontari in tutto il paese per i servizi di assistenza e supporto psicologico, alla emergenza ucraina del 2021 con l’attivazione di una squadra socio-sanitaria mista presso il check-point di Ugovizza (UD) voluta dal Dipartimento Nazionale di Protezione Civile a cui si sono affiancate le attività delle sezioni regionali del territorio.

Nel 2024 SIPEM SoS Federazione con le sue 16 associazioni regionali festeggia i 25 anni di fondazione, celebrando le missioni svolte in un quarto di secolo di operatività e le centinaia di volontari che hanno prestato la propria opera animati da uno spirito di solidarietà e condivisione con un convegno a Napoli a cui partecipano i più importanti rappresentanti della Protezione Civile e della psicologia.
La SIPEM è attiva anche sul fronte della ricerca scientifica sulla psicologia dell’emergenza e promuove la formazione dei suoi volontari psicologi sia nella preparazione psicologia che operativa, creando una rete di supporto per le persone e le comunità colpite da eventi traumatici.

I valori fondamentali a cui si ispira l’associazione e volontari solo la solidarietà, l’aiuto specialistico qualificato, l’integrazione complementare delle competenze, il lavoro di squadra e il rispetto dell’esperienza individuale delle vittime a tutti i livelli.
La SIPEM SoS Federazione è una organizzazione di volontariato che sostiene le proprie attività tramite donazioni dirette, il 5×1000 e l’autotassazione dei soci, oltre alla partecipazione a bandi per l’ottenimento dei fondi necessari al raggiungimento dei propri obiettivi.