Dalla preparazione al recupero: competenze, responsabilità e
integrazione dello psicologo dell’emergenza nei moderni sistemi di risposta alle emergenze

Lo psicologo dell’emergenza è una figura professionale specializzata che opera, come nel caso della SIPEM SoS Federazione OdV, all’interno dei moderni sistemi di risposta alle maxi-emergenze, contribuendo alla tutela della salute mentale e del benessere psicosociale delle persone, delle organizzazioni e delle comunità coinvolte.
Le maxi-emergenze rappresentano eventi ad elevata complessità che, oltre agli effetti sulla salute e sulla sicurezza, possono compromettere il funzionamento dei servizi, modificare gli equilibri sociali e mettere a dura prova la capacità di risposta delle comunità.

Una psicologa dell'emergenza impegnata nell'ascolto di una persona (Esercitazione Campo Scuola 2026, Benevento)
Una psicologa dell’emergenza di SIPEM SoS impegnata nell’ascolto di una persona (Esercitazione Campo Scuola 2026, Benevento)

Per questo motivo, la gestione delle emergenze non si limita più al soccorso sanitario e tecnico. Le principali linee guida internazionali riconoscono la dimensione psicologica e il supporto psicosociale come componenti essenziali di una risposta efficace, da integrare nella pianificazione, nella gestione dell’evento e nei processi di recupero.

Che cos’è la psicologia dell’emergenza

La psicologia dell’emergenza è un ambito specialistico della professione psicologica che applica conoscenze e metodi della psicologia ai contesti caratterizzati da eventi critici, calamità e disastri.
Secondo il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP), questa disciplina integra competenze provenienti dalla psicologia clinica, della salute, sociale, delle organizzazioni e della comunità, adattandole alle diverse fasi del ciclo dell’emergenza. Il ruolo dello psicologo dell’emergenza non si esaurisce nell’intervento successivo all’evento critico, ma accompagna l’intero ciclo del disastro, dalla preparazione alla risposta fino al recupero.

Qual è il ruolo dello psicologo dell’emergenza nel sistema dei soccorsi

Le maxi-emergenze richiedono una risposta coordinata, nella quale competenze sanitarie, tecniche, logistiche, organizzative e psicologiche concorrono alla tutela della popolazione e al ripristino delle condizioni di sicurezza.

Le principali linee guida internazionali descrivono la gestione delle emergenze come un processo multidisciplinare, nel quale la salute mentale e il supporto psicosociale devono essere pianificati e coordinati insieme agli altri interventi assistenziali.

In questa prospettiva, lo psicologo collabora con il sistema di Protezione Civile, con il Servizio Sanitario Nazionale, con il personale del soccorso tecnico, con le Forze dell’Ordine, con gli enti locali e con il volontariato organizzato, contribuendo alla lettura dei bisogni psicologici e psicosociali, alla comprensione delle dinamiche relazionali e organizzative e al raccordo con la rete dei servizi territoriali.

Il suo contributo non si misura dal numero di persone assistite, ma dalla capacità di integrare la prospettiva psicologica nei processi decisionali e organizzativi che caratterizzano la gestione dell’emergenza.

La collaborazione interdisciplinare rappresenta uno dei presupposti essenziali di questo modello. Operare in équipe significa condividere obiettivi, procedure e linguaggi comuni, riconoscendo il valore delle competenze reciproche e mantenendo una chiara distinzione delle responsabilità professionali.

Questa modalità di lavoro si costruisce nella fase di preparazione, attraverso formazione interdisciplinare, esercitazioni congiunte e pianificazione condivisa.

Cosa fa lo psicologo dell’emergenza nelle diverse fasi del disastro
FaseContributo professionale
PreparazioneContribuisce alla pianificazione, alla formazione, alle esercitazioni e allo sviluppo di una cultura della prevenzione.
RispostaOpera all’interno del sistema dei soccorsi, collaborando alla lettura dei bisogni psicologici e psicosociali, alla comunicazione e al raccordo con la rete dei servizi.
RecuperoFavorisce la continuità con i servizi territoriali e sostiene i processi di ripresa delle persone, delle organizzazioni e delle comunità.

Perché il supporto psicosociale è importante nelle maxi-emergenze

Quando si verifica una maxi-emergenza, l’attenzione pubblica si concentra inevitabilmente sui danni materiali, sul numero delle vittime e sull’efficienza dei soccorsi tecnici e sanitari. Terremoti, alluvioni, incidenti maggiori, eventi CBRN, pandemie e altri disastri producono però conseguenze che vanno oltre la dimensione fisica.

Una maxi-emergenza modifica improvvisamente il funzionamento di un’intera comunità: interrompe reti sociali, altera le abitudini quotidiane, compromette il senso di sicurezza e richiede decisioni in condizioni di forte incertezza.

Le moderne strategie di gestione delle emergenze considerano il supporto psicosociale una componente strutturale della risposta, da integrare fin dalle prime fasi di pianificazione.

Tenda Pneumatica per il presidio psico-sociale di SIPEM SoS Liguria

Quali evidenze scientifiche supportano la psicologia dell’emergenza?

Negli ultimi vent’anni la letteratura scientifica e le organizzazioni internazionali (OMS, IASC) hanno ridefinito il ruolo dello psicologo. Le IASC Guidelines on Mental Health and Psychosocial Support (2007) e le raccomandazioni OMS considerano il supporto psicosociale essenziale, da integrare con interventi sanitari e di Protezione Civile.

In Italia, il D.P.C.M. 13 giugno 2006 ha riconosciuto l’importanza della psicologia dell’emergenza all’interno del Servizio Nazionale della Protezione Civile, promuovendo modelli multidisciplinari coordinati a partire dall’esperienza di realtà come SIPEM SoS, associazioni di volontariato composte da psicologi.

Quali competenze porta lo psicologo in emergenza

L’integrazione della competenza psicologica nel sistema dei soccorsi consente di ampliare la lettura dei bisogni generati da una maxi-emergenza, considerando non solo gli aspetti sanitari e logistici, ma anche quelli psicologici, relazionali e organizzativi.

In questo contesto, lo psicologo contribuisce a:

Queste funzioni si integrano con quelle delle altre professionalità coinvolte nella gestione dell’emergenza.

Responsabilità e limiti dello psicologo dell’emergenza

Responsabilità principali

Confini operativi

La psicologia dell’emergenza rappresenta oggi una componente riconosciuta dei moderni sistemi di risposta alle maxi-emergenze. Le principali linee guida internazionali ne collocano il contributo all’interno di un approccio integrato, nel quale competenze sanitarie, tecniche, organizzative e psicologiche concorrono alla tutela delle persone e delle comunità.

In questo contesto, il valore della competenza psicologica risiede nella capacità di contribuire alla qualità complessiva della risposta, favorendo una gestione delle emergenze sempre più preparata, coordinata e orientata ai bisogni delle persone.

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