Dalle XX Giornate internazionali di Malaga fino a Napoli: la SIPEM incontra AMPE Perù e stringe legami internazionali

Le XX Giornate Internazionali sulla Sicurezza, Emergenza e Catastrofi si sono svolte dal 7 al 10 maggio 2026 presso la Universidad de Málaga.
Hanno rappresentato un importante momento di confronto operativo tra professionisti, istituzioni e organizzazioni impegnate nella gestione delle emergenze provenienti da molte parti del mondo. Questo evento rappresenta un importante momento di confronto sulla psicologia dell’emergenza internazionale, a cui SIPEM SoS Federazione ha avuto il piacere di prendere parte.

Le giornate erano dedicate ai temi della sicurezza, delle catastrofi e dei protocolli per la difesa del patrimonio culturale e naturale. Hanno offerto uno spazio concreto di scambio tecnico e metodologico, ma l’iniziativa è andata oltre una dimensione esclusivamente teorica o celebrativa.

Il confronto tra modelli e pratiche

L’evento ha permesso di mettere a confronto modelli organizzativi, procedure operative e modalità di risposta.
Questi elementi provengono da contesti geografici, culturali e istituzionali molto differenti. I problemi affrontati sono concreti e condivisi; riguardano l’attivazione delle risposte in emergenza, il coordinamento tra istituzioni, la gestione delle decisioni e il supporto psicologico.

Incontro internazionale tra associazioni di psicologia dell'emergenza a Malaga

I contributi scientifici presentati

Durante le giornate sono stati presentati due poster scientifici su temi rilevanti per la psicologia dell’emergenza.
Il primo ha riguardato un toolkit operativo per l’intervento con le fragilità. Il toolkit ha evidenziato la necessità di adattare comunicazione, supporto e procedure alle persone più vulnerabili.
Il secondo ha approfondito il rischio bradisismico e il lavoro svolto con gruppi di popolazione. Ha messo in luce l’importanza della preparazione psicologica e della comunicazione del rischio.
Ha inoltre sottolineato il valore degli spazi collettivi di consapevolezza nei territori esposti a emergenze prolungate.

Esercitazioni e strumenti operativi

È stato significativo anche il confronto sulle modalità di pianificazione e gestione delle esercitazioni; sono stati analizzati diversi aspetti del processo formativo e operativo: dalla preparazione dei figuranti alla presenza degli attori istituzionali, ogni elemento è stato discusso. Anche gli strumenti di debriefing e la valutazione finale hanno offerto spunti utili.

I sistemi e i mezzi di allertamento hanno costituito un ulteriore punto di osservazione.
È emerso che la risposta dipende soprattutto dall’integrazione e dal coordinamento delle risorse disponibili.

Il confronto con AMPE Perú

Foto di gruppo con AMPE Perù nella sede della Protezione Civile della Campania a Napoli

Il percorso di confronto è proseguito il 14 maggio presso la Sala Operativa Unificata della Protezione Civile Regione Campania. L’incontro con i colleghi di AMPE Perú realizzato con il supporto della SIPEM SoS Campania ha evidenziato differenze significative tra i sistemi emergenziali. Ogni sistema riflette il proprio assetto istituzionale e il livello di coordinamento tra le componenti coinvolte.

Nel modello peruviano colpisce la necessità di adattarsi a territori molto eterogenei. Questi contesti presentano spesso condizioni logistiche complesse e una relazione stretta tra comunità e risposta emergenziale.
Ne deriva un approccio basato su flessibilità operativa e rapidità di lettura del territorio. Gli interventi vengono modulati in base alle caratteristiche della popolazione e alle risorse disponibili.

Obiettivi comuni della psicologia dell’emergenza

Sul piano della psicologia dell’emergenza è emerso che gli obiettivi finali sono sostanzialmente condivisi.
Si tratta di prevenire il disagio legato allo stress traumatico e tutelare la salute mentale. È fondamentale sostenere il ripristino del tessuto sociale e attivare le risorse delle comunità coinvolte.
Le modalità operative cambiano, ma il ruolo del supporto psicologico resta centrale.

Differenze tra approcci

Dal confronto con i colleghi peruviani emerge però una forte attenzione alla dimensione comunitaria e informale. Gli interventi risultano profondamente legati al contesto sociale. Il legame con il territorio e la lettura delle dinamiche collettive sono elementi centrali.


Nel contesto italiano, invece, il raccordo con la Protezione Civile è più strutturato. La psicologia dell’emergenza è inserita in modo più definito sul piano istituzionale e operativo. Le procedure di attivazione e coordinamento risultano maggiormente formalizzate.

Conclusioni

Nonostante le differenze organizzative, le convergenze sono numerose. È condivisa la convinzione che il supporto psicologico non sia un elemento accessorio, e che si debba lavorare in integrazione con gli altri attori del sistema. L’intervento deve restare ancorato ai bisogni reali delle persone coinvolte.
L’aspetto più importante emerso dalle giornate di Málaga e dagli incontri collegati non è stato il semplice confronto internazionale.
È stata la possibilità concreta di mettere a confronto pratiche, linguaggi e priorità operative. Esperienze di questo tipo permettono di affinare gli strumenti di lettura e migliorare la capacità di adattamento.
Contribuiscono a rafforzare una cultura dell’emergenza più integrata e attenta ai territori.

Questa cultura resta orientata ai bisogni concreti delle persone coinvolte.

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