ATTIVITÀ

 

Alluvione Messina 2009

La zona, a sud del comune di Messina, era già stata precedentemente soggetta a frane e smottamenti nel 2007 e nel 2008, senza fortunatamente senza vittime, a seguito di abbondanti precipitazioni. Nella notte del 1-2 ottobre 2009 abbondanti piogge si riversano sulla costa ionica messinese a causa di una perturbazione proveniente dalle Isole Baleari. Alle prime ore dell’alba si contano già numerosi dispersi per il fango, le vie di comunicazione interrotte per l’inagibilità delle strade, rendendo più difficili i soccorsi che possono avvenire solo per via aerea o via mare. Il numero definitivo delle vittime è di 31 e 6 dispersi e un centinaio di feriti, oltre a circa diecimila sfollati.

A seguito dell’alluvione un Socio volontario, in collaborazione con la scuola di Specializzazione di Psicologia Clinica del Azienda Ospedaliera Universitaria ‘G. Martino’ di Messina, ha coordinato un Team di psicologi clinici e psichiatri che si sono occupati di interventi all’obitorio e nei centri di accoglienza.

 

Incidente Ferroviario di Viareggio – Viareggio (LU) 2009

Nella notte tra il 29 e il 30 giugno 2009, alle ore 23:48 il treno merci 50325 Trecate-Gricignano composto da quattordici carri cisterna di GPL deraglia per il cedimento del carrello del primo carro che trascina fuori dai binari i successi e, danneggiatosi nel deragliamento, fuoriesce il gas liquido che causerà l’incendio. Nei primi minuti undici persone muoiono investite dalle fiamme che si stanno rapidamente espandendo nelle vie vicine ai binari o per il crollo degli edifici. Altre venti persone morirono nelle settimane successive per le gravi ustioni facendo salire il bilancio definitivo a 31 morti e 25 feriti. Alcuni civili furono evacuati per i rischi di crollo. Diverse abitazioni adiacenti il luogo dell’incidente dovettero essere in seguito demolite per gli ingenti danni subiti.

A seguito della maxi-emergenza è stato attivato un team di psicologi, affiancato da Soci volontari SIPEM SoS. Gli psicologici hanno fornito assistenza immediata ai familiari, collaborando con le Forze dell’Ordine presenti sul posto nell’opera di riconoscimento delle vittime; hanno inoltre operato presso il Centro di accoglienza allestito dal Comune di Viareggio supportando le numerose persone coinvolte e favorendo il ricongiungimento delle persone ferite con i propri familiari.

 

Terremoto dell’Aquila – Abruzzo 2009

Consistente in una serie di eventi sismici a partire dal dicembre 2008 ha avuto il suo culmine con una scossa di magnitudo 5,9 sulla scala Richter alle ore 03:32 del 6 aprile 2009 con epicentro nella zona di tre località abruzzesi (Roio Colle, Genzano e Collefracido). Il sisma è stato percepito in maniera intensa nella regione abruzzese e in Lazio, oltre che nelle province limitrofe ed è stato seguito da uno sciame sismico durato diverse settimane.

 Il numero di vittime si conta di 309 morti e più di 1500 feriti il cui soccorso è stato dislocato in una tendopoli ad uso medico per i danni subiti dall’ospedale San Salvatore. Gli sfollati nel pieno dell’emergenza furono circa sessantacinque mila alloggiati principalmente nelle tendopoli (167 campi approntati e attivi nell’agosto del 2009) o trasferiti negli alberghi della costa adriatica. Nei giorni seguenti numerosi corpi, furono estratti dagli operatori accorsi da tutta Italia e dai cittadini che si erano tratti in salvo. Alcuni sopravvissuti furono estratti dalle macerie anche dopo 30 ore dal crollo degli edifici.

Il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso fu nominato con un decreto lampo Commissario per l’Emergenza. Il terremoto vide l’attivazione di diversi organi istituzionali per garantire la sicurezza dei cittadini tra cui il supporto dell’esercito per i fenomeni di sciacallaggio e truffa che si registrarono nei giorni successivi.

La SIPEM SoS sin dal giorno dell’evento è stata presente sul campo garantendo la piena funzionalità delle Equipe Psicosociali di Emergenza (EPE) che affiancano i PMA (Posto Medico Avanzato

Il giorno stesso del terremoto sono state inviate due squadre: una ha immediatamente iniziato l’attività di sostegno ai parenti delle vittime che si recavano presso l’obitorio; l’altra si è recata nel centro della città per fornire assistenza alle persone che attendevano che i Vigili del Fuoco estraessero dalle macerie parenti ed amici.

Nel frattempo i due coordinatori hanno lavorato presso il DI.COMA.C. ( Direzione di Comando e Controllo) per istituire un numero telefonico unico che fornisse indicazioni sulle vittime.

Nei giorni seguenti le nostre squadre sono intervenute su tutto il territorio abruzzese. Tutte le attività sono state concordate con la responsabile del supporto psico-sociale del Dipartimento Protezione Civile, con il personale della Funzione 2 dei COM (Centro Operativo Misto) e con i responsabili dei campi presso i quali abbiamo prestato servizio.

Il lavoro principale è stato svolto a L’Aquila e nelle seguenti tendopoli: Ofena, Murata Gigotti (Coppito), Fossa, Poggio Licenze, Roio Poggio, Zizzoli, Campotosto, Poggio Cancelli, Castevecchio Calvisio , Villa S.Angelo, San Demetrio ne Vestini, Giulianova.

Singoli interventi od attività minori sono state effettuate presso i campi di: Paganica, Mascioni, Ortolano, Tornimparte, Montereale, Casentino, Sant’Eusanio, San Pio, Fontecchio, Tione, Succiano, Acciano.

 

Esplosione via Corradi – Bari 2009

Alle 12:30 dell’11 Gennaio una fuga di gas per una bombola Gpl nello stabile di via Vincenzo Corradi 6 porta al crollo dell’edificio con danni ingenti a quelli circostanti. Il bilancio definitivo si assesterà a tre morti e diversi feriti. Previdenziali l’arrivo dei soccorsi che hanno messo in sicurezza l’area e portato in salvo una famiglia che si trovava al momento dell’esplosione nella parte antistante la strada dell’edificio che ha resistito al crollo. La Sipem SoS in collaborazione con il comune e la ASL di Bari ha curato la definizione e l’attuazione del programma di supporto psicosociale e prevenzione del danno post-traumatico rivolto ai feriti, ai familiari delle vittime ed ai soccorritori.

 

Visita pontificia – Genova 2008

La visita pastorale del Papa Benedetto XVI nella capitale ligure che ha coinvolto migliaia di fedeli ha visto la presenza della Sipem SoS Federazione per il contesto di maxi evento e possibile maxi emergenza con il presidio dell’EPE (Èquipe Psicosociale di Emergenza) da parte di 6 psicologi, un medico, un infermiere e 3 logisti nei cinque PMA (Posto Medico Avanzato) predisposti.

 

Incendio del Gargano - Foggia 2007

Il 24 luglio a Peschici, in provincia di Foggia, un terribile incendio causato probabilmente dall’estendersi di un focolaio di un uliveto fino a un deposito di bombole di gas portò all’evacuazione di circa quattromila persone, in prevalenza turisti, che si erano rifugiati sui litorali per allontanarsi dalle fiamme e furono tratti in salvo via mare con un’operazione congiunta tra Guardia Costiera, Carabinieri, Guardia di Finanza e mezzi privati per il turismo e la pesca. Circa trecento i feriti per intossicazioni e crisi di panico e quattro le vittime accertate.

L’incendio, alimentato dal vento caldo dell’anticiclone africano con temperature medie di 40°, si espanse velocemente causando ingenti danni alla vegetazione e all’ecosistema con forti ripercussioni a breve e lungo termine sulla principale fonte di reddito della zona, il turismo.

Il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola dichiarò lo stato di emergenza e l’allora ministro della difesa, Arturo Parisi, dispose l’utilizzo di mezzi militari per il soccorso e il supporto logistico alla Protezione Civile. La Sipem SoS collaborò con il Dipartimento di Protezione Civile nel dare supporto psicosociale ai numerosi sfollati.

 

Incidente Aereo ATR 72 Tuniter 1153 - Palermo 2005

Il volo della Tuninter (compagnia aerea tunisina, oggi Sevenair) 1153 su un ATR 72, con a bordo 39 passeggeri italiani e quattro membri dell’equipaggio tunisini (tra cui pilota Chefik Gharbi e il copilota Ali' Kebair), decolla dall’aeroporto di Bari alle 12:32 del 6 Agosto 2005 diretta a Gerba, in Tunisia.

Dopo cinquanta minuti di viaggio il motore di destra si spegne improvvisamente e l’equipaggio chiede l’autorizzazione per scendere di quota ma già alle 13:23 si spegne anche il motore di sinistra e il minuto successivo il pilota dichiara lo stato di emergenza ricevuta dal controllo di volo di Roma che la passa a Palermo, dove l’aereo ha chiesto di poter atterrare in stato di avaria. Alle 13:33 l’aereo comunica di non poter raggiungere la terra ferma e pochi minuti dopo cessano le comunicazioni. L’ATR 72 effettua infatti un ammaraggio di fortuna a largo della costa di Punta Raisi, dove si trova l’aeroporto di Palermo. Persero la vita sedici persone e un’altra decina rimase ferita.

Secondo i rivelamenti dell’ANSV (Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo) la strumentazione indicante i livelli di combustibile non era quella destinata agli ATR 72 ma agli ATR 42, erroneamente installata sul velivolo, e che quindi la causa dell’incidente è stato l’esaurimento di carburante.

La Sipem SoS Federazione, intervenuta con il Dipartimento Regionale di Protezione Civile, ha realizzato assieme all’AUSL/6 di Palermo, la Prefettura di Bari e l’Ordine degli Psicologi della Puglia un progtto per il supporto psicosociale dei familiari delle vittime e dei superstiti.

In considerazione dell’operato dei suoi Soci volontari la Provincia di Palermo ha conferito l’encomio alla SIPEM Sicilia.

 

Esplosione via delle Frasche – Foggia 2004

Dovuta probabilmente a una fuga di gas di una stufa al piano basso dello stabile, il 20 Novembre alle 03:18 la palazzina locata in via delle Frasche, nel centro cittadino, esplode e crolla sui suoi inquilini con un bilancio d otto morti e altrettanti feriti. Coinvolti anche gli edifici adiacenti prontamente evacuati. La Sipem SoS Federazione è intervenuta  con la collaborazione del comune e della ASL FG/3 per l’attuazione di programmi di supporto psicosociale rivolto a feriti, familiari e soccorritori.

 

Alluvione Valsassina – Lecco 2002

La provincia di Lecco viene colpita nel novembre del 2002 da abbondanti precipitazioni per due settimane, a partire dal 12 del mese. I primi danni si ebbero a Premana, che venne isolata a causa di una frana sulla strada che la collegava a Piazzo. Nel lato opposto della valle i piani di Balisio vennero sommersi dall’acqua interrompendo di fatto il traffico da e verso Lecco con disagi anche nei soccorsi.

Il 29 una seconda frana a Rossiga coinvolge le abitazioni del paese e una stalla, con la conseguente morte di ventisette capi di bestiame. La località Bindo di Cartanova, precedentemente evacuata in via precauzionale, il primo giorno di dicembre viene colpita da una frana di 1.200.000 mc di terra che distrugge diciassette case e sette aziende.

La Sipem con la ASL Provincia di Lecco, ha curato la definizione di un Piano Operativo di Supporto Psicologico di Emergenza (P.O.S.P.E.) mirante alla gestione dell’Emergenza e delle Post Emergenze correlate alla frana e Ia creazione di un centro d’ascolto situato nel comune Bindo di Cortenova (LC).

 

Terremoto del Molise – Molise 2002

Nella notte tra il 30 e il 31 ottobre diverse scosse di terremoto coinvolgono la provincia di Campobasso di cui la più alta, alle tre del mattino, registra un 3,5 sulla scala Richter. La mattina del 31 una scossa dalla durata di 60 secondi alle 11:32 con una magnitudine di 5,8 porta al crollo a San Giuliano di Puglia di un edificio scolastico, la scuola comprensiva “Francesco Jovine”, e fu percepita in tutto il Molise e nelle provincie limitrofe delle altre regioni.

Sotto la scuola rimasero intrappolate quasi settanta persone, di cui cinquantasette bambini, che vennero estratte nelle ore successive grazie ai Vigili del Fuoco e ai volontari giunti sul luogo. Il bilancio definitivo comprese ventisette bambini e una insegnate nella sola scuola, più due donne colpite da calcinacci in circostanze estranee alla scuola. I feriti furono un centinaio a cui si aggiunsero circa tremila sfollati nella provincia di Campobasso.

La Sipem SoS Federazione, in collaborazione con la ASL/4 Basso Molise, la ASL/3 Centro Molise, la ASL FG/3 e il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile (COM di Larino), ha curato la definizione e l’attuazione di Piani Operativo di Supporto Psicologico di Emergenza (P.O.S.P.E.) rivolti ai feriti, ai familiari delle vittime, agli sfollati ed ai soccorritori.

In particolare l’Associazione ha curato la creazione e la gestione, attraverso l’attività di propri Soci Volontari di 11 Centri d’ascolto situati all’interno delle tendopoli allestite nella Regione di cui uno a San Giuliano di Puglia.

 

Incidente Aereo del Pirellone – Milano 2002

Luigi Fasulo era un pilota svizzero a bordo di un Rockwell Commander 112TC HB-NCX il 18 Aprile 2002. Alle 17:42 Fasulo comunica alla torre di controllo di Linate della presenza di un guasto al carrello; alle 17:47 il velivolo si schianta contro il Grattacielo Pirelli, sede del Consiglio regionale della Lombardia, all’altezza del ventiseiesimo piano. La combinazione fortuita di diversi fattori – tra cui l’orario di chiusura che portava a soli 300 i dipendenti presenti e i lavori di ristrutturazione dei piani alti – ridusse a tre il numero delle vittime, lo stesso Fasulo e due dipendenti della Regione Lombardia. Tuttavia numerose persone riportarono delle ferite dovute allo schianto e alla conseguente caduta di frammenti dal Pirellone e dai palazzi circostanti oltre all’evidente trauma psicologico per aver assistito all’evento.

Il pronto intervento dei Vigili del Fuoco riuscì a domare le fiamme e ad evacuare gli edifici antistanti mentre la Protezione Civile coordinò il ricongiungimento delle famiglie. L’incidente, avvenuto nel cuore della città su un simbolo istituzionale, fece scattare l’allarme terrorismo tanto che le autorità, ancora non informati sulla dinamica reale dei fatti, bloccarono la metropolitana e gli ingressi alla stazione di Milano, mobilitando la difesa aerea. Varie altre città europee e americane si misero in stato di pre-allerta. Il ministro Scajola intervenne per rassicurare la cittadinanza già dopo poche ore dall’evento.

La Sipem SoS Federazione in collaborazione con la ASL Città di Milano e con l’Associazione per l’EMDR, ha curato la definizione e l’attuazione del programma di supporto per la gestione delle reazioni di stress dei dipendenti della Regione Lombardia  e dei bambini della Scuola Elementare Galvani, oltre che per la cittadinanza in generale.

 

Esplosione di Via Ventotene 32 – Roma 2001

Il 27 Novembre 2001 a seguito delle numerose segnalazioni dei residenti per una fuga di gas intervengono i vigili del fuoco con i tecnici dell’azienda Italgas, per localizzare la perdita ed evacuare il palazzo di Via Ventotene 32. Alle 09:27 uno scoppio porta al crollo dell’edificio in cui perirono otto persone, di cui quattro appartenenti al Corpo dei Vigili del Fuoco, e vennero ferite numerose altre persone. Gli edifici circostanti subirono danni conseguenti all’esplosione e le macerie sparse per la strada resero difficoltosi i soccorsi.

Avvenuto due mesi dopo il terribile attentato alle Torri Gemelle di New York la paura di un episodio simile sul suolo italiano porta il Ministro degli Interni Scajola a recarsi immediatamente sul luogo. La Sipem SoS Federazione, coordinandosi con il IV Municipio di Roma, la ASL RM/A e il Pontificio Ateneo Salesiano, è intervenuta per attuare un programma di supporto psicosociale rivolto ai feriti e ai famigliari delle vittime, sia civili che dei Vigili del Fuoco.

 

Crollo di Viale Giotto 120 - Foggia 1999

Lo stabile, locato nella periferia sud di Foggia, crollò alle 03:12 del mattino l’11 Novembre 1999. Il palazzo era di sei piani e ospitava circa 71 persone. Il crollo, dovuto a un cedimento strutturale, durò circa una ventina di secondi e portò alla morte di 67 persone, di cui 6 vennero dichiarate scomparse. Solo una famiglia riuscì a mettersi in salvo mentre gli altri sopravvissuti erano gli abitanti dei piani più alti. La sicura presenza di persone sotto le macerie comportò l’impossibilità di usare le scavatrici per cui i Vigili del Fuoco assieme ai volontari dovettero lavorare a mano con l’ausilio dei cani da ricerca e dei geofoni. L’ultimo superstite venne estratto quindici ore dopo il crollo.

La morte accertata delle vittime del crollo fu asfissia dovuta alla polvere causata dalle macerie stesse.

L’intera cittadinanza partecipò al dolore dell’evento e i familiari vennero ricevuti dall’allora presidente Carlo Azeglio Ciampi.

L’Associazione Sipem lavorò in collaborazione con la ASL FG/3 e l’Assessorato ai Servizi Sociali per la definizione e l’attuazione di un programma di supporto psicosociale e la prevenzione del danno post-traumatico rivolto in particolar modo ai superstiti e ai famigliari delle vittime ma anche ai soccorritori intervenuti.

 

Presidente:

Dott. Roberto Ferri

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